Allarme sicurezza e vendita di oggetti pericolosi nel centro storico di San Marino: Lonfernini annuncia possibili divieti

da | 19 Gen 2026

Alla luce dei recenti fatti di cronaca avvenuti in una scuola italiana di La Spezia, dove si è verificato un accoltellamento mortale, il tema della sicurezza dei minori e della vendita di oggetti potenzialmente pericolosi torna al centro del dibattito anche nella Repubblica di San Marino. In particolare, l’attenzione si concentra sui prodotti presenti in alcuni esercizi commerciali del centro storico, spesso proposti come giocattoli ma che, secondo le istituzioni, possono configurarsi come veri e propri strumenti contundenti.

A intervenire sulla questione è stato il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura Teodoro Lonfernini, che ha collegato l’episodio di cronaca italiana all’imminente avvio delle numerose gite scolastiche verso San Marino, richiamando la necessità di una vigilanza più attenta.

Alla luce di quanto accaduto nella scuola italiana di La Spezia, dove si è verificato un accoltellamento mortale, se quest’anno, all’avvio delle numerose gite scolastiche verso il nostro Paese 🇸🇲, dovessi vedere in vendita quegli oggetti che alcuni negozianti spacciano per giocattoli, ma che in realtà sono a tutti gli effetti strumenti contundenti e molto pericolosi, giuro che chiederò al Congresso di Stato di avviare una procedura urgente per vietarne la vendita in tutto il centro storico”, ha dichiarato Lonfernini.

Il Segretario ha quindi chiarito che l’eventuale intervento normativo non avrebbe solo una funzione repressiva, ma anche educativa, richiamando il ruolo delle istituzioni nel promuovere comportamenti responsabili e coerenti con i valori della comunità.

L’esempio deve passare anche da queste scelte: educare i ragazzi, i nostri e quelli che ci visitano, ad avere tra le mani solo strumenti di socialità e di pace, e non armi”, ha aggiunto.

Le parole del Segretario all’Istruzione e Cultura aprono dunque la strada a una possibile iniziativa urgente del Congresso di Stato, con l’obiettivo di valutare un divieto di vendita nel centro storico di articoli ritenuti incompatibili con la tutela dei minori e con la vocazione educativa e turistica del Paese. Una posizione che si inserisce nel più ampio contesto del dibattito sulla prevenzione della violenza e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, commercio e comunità.

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