Non c’è pace per il sistema bancario sammarinese. A riaccendere i riflettori sulla crisi della Banca di San Marino è Il Fatto Quotidiano, che in un’ampia ricostruzione pubblicata nelle ultime ore parla di “strani affari” e di una vicenda che intreccia finanza, immobiliare e indagini giudiziarie, con riflessi che vanno ben oltre i confini della Repubblica.
Secondo il quotidiano italiano, la storia della Bsm è l’ennesimo capitolo di una lunga stagione di turbolenze che ha attraversato il sistema creditizio del Titano negli ultimi anni, tra salvataggi, ricapitalizzazioni e un processo di risanamento che fatica a trovare una vera stabilità. Al centro dell’articolo, l’operazione di cessione dell’istituto e il ruolo di una società estera, la Starcom, con sede in Bulgaria, chiamata a intervenire nel capitale.
Il Fatto Quotidiano ricostruisce come la trattativa per l’acquisizione si sia trasformata in un caso giudiziario: la magistratura sammarinese avrebbe disposto il blocco dell’operazione e il congelamento di somme già versate, mentre emergono sospetti su una possibile manovra speculativa legata ad asset immobiliari riconducibili alla banca.
Nel pezzo si parla apertamente di un “nodo da sciogliere” che riguarda il destino di circa 15 milioni di euro, versati dalla società estera e ora al centro di una disputa legale. Da una parte, la procura che intende fare piena luce sull’origine dei fondi e sulle finalità dell’operazione; dall’altra, la Starcom che, come riportato dal quotidiano, ne reclama la restituzione, sostenendo la legittimità del proprio intervento.
Lo sfondo, racconta Il Fatto Quotidiano, è quello di un sistema che ancora paga il prezzo di una stagione di espansione bancaria finita male, con bilanci appesantiti, crediti deteriorati e un patrimonio immobiliare che, da possibile risorsa, rischia di diventare terreno di scontro giudiziario e finanziario.
Il quotidiano romano inserisce la vicenda Bsm in un quadro più ampio, ricordando come San Marino abbia avviato negli ultimi anni un percorso di riforme per riallineare il proprio sistema finanziario agli standard internazionali, anche in vista del negoziato con l’Unione Europea. Ma proprio per questo, sottolinea l’articolo, casi come quello della Bsm rischiano di pesare sull’immagine e sulla credibilità del Paese.
Nel frattempo, la vendita della banca resta sospesa, le indagini proseguono e il futuro dell’istituto rimane appeso a decisioni giudiziarie e politiche che potrebbero segnare un nuovo capitolo nella lunga e tormentata storia del credito sammarinese.
Sul Titano, ancora una volta, l’economia cammina accanto alla cronaca giudiziaria. E la sensazione, come scrive Il Fatto Quotidiano, è che la vera partita non si giochi solo nei bilanci, ma nel cuore stesso della fiducia che cittadini e investitori ripongono nel sistema finanziario della Repubblica.




