Interviene con parole nette la consigliera Sara Conti dopo la diffusione sui social network di affermazioni attribuite a un Segretario di Stato e rivolte a una collega. In una dichiarazione pubblica, Conti definisce l’episodio grave sotto il profilo istituzionale e incompatibile con il ruolo ricoperto.
“È inaccettabile che una figura apicale delle Istituzioni, quale un Segretario di Stato, si rivolga a una collega utilizzando epiteti offensivi e allusioni che assumono il carattere di velate minacce”, afferma la consigliera, sottolineando come la situazione risulti ulteriormente aggravata dal fatto che tali contenuti siano stati resi pubblici. “La gravità della vicenda aumenta ulteriormente nel momento in cui tali affermazioni vengono rese pubbliche sui social network, in una deriva che appare dettata più da uno sfogo personale che da un confronto politico, travalicando ogni minima regola di educazione e di rispetto istituzionale”.
Particolarmente critico, nel giudizio espresso, è anche il riferimento al coinvolgimento di un familiare della collega interessata. “Ancora più riprovevole è il coinvolgimento di un familiare della collega, elemento che segna il definitivo superamento di ogni limite accettabile e fa scivolare il dibattito in una dimensione volgare, vile e profondamente offensiva”, prosegue Conti, che definisce l’intera reazione “del tutto sproporzionata rispetto all’episodio che l’ha originata”.
Nel suo intervento, la consigliera richiama il tema della responsabilità connessa agli incarichi di vertice. “È vergognoso anche solo pensare di poter agire in questo modo, ed è ancor più grave quando tali comportamenti provengono da chi ricopre uno degli incarichi più elevati delle Istituzioni della nostra Repubblica”, afferma, evidenziando come da ruoli di tale livello sia lecito attendersi “una condotta irreprensibile, rispettosa delle persone e della funzione ricoperta”.
Secondo Conti, comportamenti di questo tipo non danneggiano solo i diretti interessati, ma incidono sull’immagine complessiva del sistema istituzionale. “In caso contrario, emerge non solo l’inadeguatezza a svolgere un incarico tanto prestigioso, ma anche una profonda mancanza di rispetto verso l’Istituzione stessa, trascinando l’intera classe politica in una condizione di imbarazzo e di discredito, anche oltre i nostri confini”.
La dichiarazione si chiude con un richiamo alla necessità di fissare limiti chiari. “Personalmente non accetto e non accetterò mai comportamenti di questo tipo, tantomeno se provenienti da un Segretario di Stato. È necessario fissare dei limiti chiari e non negoziabili: senza di essi, il rischio è quello di assistere passivamente a una deriva che mina il decoro minimo della politica e delle Istituzioni”.




