Nella mattinata odierna gli Ecc.mi Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, S.E. Matteo Rossi e S.E. Lorenzo Bugli, sono stati ricevuti in Udienza privata da Sua Santità Papa Leone XIV. Alla visita hanno partecipato un’Alta delegazione guidata dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari, con la presenza del Segretario di Stato per le Finanze e Bilancio Marco Gatti e dell’Ambasciatore di San Marino presso la Santa Sede Maria Alessandra Albertini.
Nel corso del cordiale colloquio tra il Santo Padre e i Capi di Stato sammarinesi sono stati affrontati i principali temi di interesse comune, con particolare riferimento ai valori della pace e del dialogo e al ruolo delle istituzioni nella promozione del bene comune e della solidarietà internazionale. L’attenzione si è concentrata anche sul concetto di fratellanza e cooperazione tra i popoli, nonché sull’importanza di edificare una società capace di contrastare l’odio, con uno specifico interesse rivolto alla formazione dei giovani.
Nel corso dell’incontro sono state inoltre richiamate le comuni radici cristiane e il forte legame storico che, da oltre un secolo, unisce la Repubblica di San Marino alla Santa Sede. In tale occasione, gli Eccellentissimi Capitani Reggenti hanno ribadito il proposito di far pervenire al Sommo Pontefice l’invito ufficiale a effettuare una visita sul Monte Titano.
Successivamente, la Reggenza, il Segretario di Stato Beccari e l’Ambasciatore Albertini sono stati ricevuti in colloquio dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, alla presenza di Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti fra Stati della Santa Sede. Durante l’articolato incontro sono stati ripercorsi i principali obiettivi del rapporto bilaterale, insieme alle posizioni condivise nel contesto multilaterale, rimarcando la volontà comune di collaborare nell’ambito delle principali organizzazioni internazionali.
Particolare attenzione è stata infine dedicata all’attuale scenario geopolitico internazionale e alle principali sfide globali, rispetto alle quali è stata confermata la necessità di un impegno congiunto fondato sul dialogo, sulla cooperazione e sul rispetto del diritto internazionale.





