Abbiamo letto con grande attenzione il comunicato sul Green Deal e l’allineamento europeo pubblicato da un giovane e rampante scrittore di comunicati: un testo che tocca temi importanti, ma che rischia di confondere percezioni con obblighi giuridici reali. È corretto interrogarsi sugli effetti delle politiche ambientali europee, ma prima di comunicare alla cittadinanza serve rigore, non solo enfasi.
In primo luogo, va ricordato un elemento fondamentale dell’attuale Accordo di Associazione tra San Marino e l’Unione Europea: San Marino, in quanto associato e non membro dell’UE, non ha obblighi automatici di recepire l’intero corpus normativo europeo su tematiche come ambiente o Green Deal. L’accordo – il cui negoziato è stato concluso e i testi sono in corso di ratifica – disciplina la partecipazione di San Marino ad alcune parti selettive della normativa europea (il cosiddetto acquis), con transizione graduale e criteri specifici per ciascun settore, ma non impone l’adozione generalizzata di tutte le direttive ambientali, né obbliga a recepire automaticamente nuove regole UE su tutte le politiche settoriali.
Questo significa che, contrariamente ad alcune semplificazioni, San Marino mantiene margini significativi di autonomia su molte politiche pubbliche, e ogni possibile impatto – positivo o sfidante – va valutato leggendo i documenti ufficiali disponibili sul sito del Ministero degli Affari Esteri e sui documenti informativi dell’accordo di associazione. Solo così è possibile comprendere quali norme europee entreranno effettivamente in vigore qui da noi, in quali tempi e con quali adattamenti, distinguendo correttamente tra obblighi di mercato unico e politiche più complesse come quelle ambientali o energetiche.
Purtroppo, nella comunicazione pubblica di certi argomenti così tecnici, una semplificazione eccessiva può alimentare equivoci piuttosto che informare. Ricordiamo, ad esempio, che a fronte del recente dibattito europeo sulle emissioni nel settore auto – dove l’UE sta modulando il percorso verso una riduzione del 90 % delle emissioni piuttosto che un divieto totale di motori a combustione – non si può automaticamente dedurre che San Marino sia “vincolata” a recepire regole identiche, senza prima valutare quali obblighi, nell’ambito dell’accordo, saranno effettivi per la nostra realtà.
Questa è la ragione per cui, prima di diffondere comunicati ufficiali, invitare i giovani – e non solo – a studiare i testi, consultare le fonti ufficiali (a partire dal sito della Segreteria di Stato agli Affari Esteri e dalla sezione dedicata all’Accordo di Associazione) e capire le differenze tra obblighi di mercato, politiche ambientali e norme sovranazionali non è un vezzo, ma un dovere civico e professionale.
La transizione verso un nuovo rapporto con l’Unione Europea porta con sé opportunità concrete – come un accesso più agevole al mercato unico europeo – e sfide reali da affrontare con competenza. E proprio per affrontarle al meglio, chi comunica deve informare con profondità, precisione e responsabilità.
Studiare prima di scrivere è la vera prima norma di una comunicazione che vuole essere utile.




