Non è mai solo una serranda che si abbassa. Quando chiude un locale, quando sparisce un punto di ritrovo, quello che se ne va non è un’attività commerciale: è un’abitudine, un motivo per uscire di casa, una scusa per restare. A Murata, in questi giorni, la chiusura del Match Point del Centro Tennis Fonte dell’Ovo e il saluto a Walter e Lella, raccontati da San Marino RTV e Insider.sm, non segnano solo la fine di due storie professionali. Segnano un altro colpo alla socialità di una comunità che, pezzo dopo pezzo, si sta svuotando.
Fino a non molto tempo fa — diciamolo senza nostalgia costruita, ma con onestà — San Marino era viva. Fino al 2015 la Città pullulava di bar con aperitivi fatti bene, piccoli cocktail bar, wine bar, locali musicali, perfino mini-discoteche che non facevano clamore ma facevano comunità. Non servivano effetti speciali: bastavano un bancone, due luci accese, la voglia di fermarsi. I giovani restavano. La Repubblica non era solo un luogo da attraversare, ma un posto dove vivere anche la sera.
Oggi molte di quelle insegne sono un ricordo. Serrande abbassate, spazi vuoti, silenzi che diventano normalità. E il fenomeno è ancora più evidente a Murata, una zona che per anni ha rappresentato un equilibrio naturale tra sport, famiglie e giovani. Oggi rischia di trasformarsi in una terra di passaggio: si arriva, si parcheggia, si riparte. Ma una comunità che non si ferma è una comunità che non si incontra. E senza incontro non c’è identità.
C’è chi resiste, va detto. Pochi locali tengono ancora accesa la luce, credono nello stare insieme, nell’aperitivo come rito sociale, nella musica come collante. Ma non possono farcela da soli. Continuare a dire che “se chiudono avranno sbagliato qualcosa” è una scorciatoia comoda e falsa. Oggi aprire e tenere aperto significa affrontare costi, regole, burocrazia e, soprattutto, l’assenza di una visione chiara su cosa vogliamo che diventino i nostri castelli la sera, nei weekend, nel tempo libero.
Qui la domanda smette di essere romantica e diventa politica: vogliamo una Repubblica viva o una Repubblica ordinata e spenta? Perché trattare i luoghi di socialità come problemi da contenere e non come valore da proteggere produce un risultato semplice: strade vuote, giovani altrove, comunità più fragili e più sole. E quando i ragazzi se ne vanno, non è solo per lavoro. È perché non trovano più un motivo per restare.
Quando chiude un locale non perdiamo solo un bar. Perdiamo un pezzo di anima collettiva. Perdiamo la possibilità di incontrarci, di parlarci, di riconoscerci. Se continuiamo a spegnere le luci senza farci domande, un giorno San Marino sarà perfetta, ordinata, silenziosa. E completamente vuota.




