Il 1° gennaio ricorrono i 51 anni dall’entrata in vigore del Codice penale della Repubblica di San Marino, un anniversario che richiama l’attenzione sulla durata e sulla capacità di adattamento di uno strumento che continua a rappresentare la base del diritto penale sammarinese.
Il Codice penale fu approvato con la Legge 25 febbraio 1974 n. 17, pubblicata nell’Albo del Palazzo Governativo il 1° marzo 1974, con entrata in vigore fissata al 1° gennaio 1975. Prima di quella data era vigente l’ultracentenario Codice Zuppetta del 1865, che aveva regolato la materia penale per oltre un secolo. L’adozione del nuovo Codice segnò quindi un passaggio rilevante nel percorso giuridico dello Stato.
Nel comunicato della Segreteria di Stato per la Giustizia si sottolinea come “il diritto penale è la fotografia del rapporto tra il cittadino e lo Stato ed espressione del carattere liberale e democratico del nostro Paese”, richiamando il valore istituzionale e culturale della normativa penale. Viene inoltre ricordata una scelta significativa dell’allora legislatore, che dispose “l’invio di una copia del Codice e della relativa relazione a tutti i capifamiglia sammarinesi”, a testimonianza della volontà di rendere il nuovo impianto normativo conoscibile e condiviso.
Il testo evidenzia come il Codice penale abbia attraversato decenni di trasformazioni profonde. “Il mutato contesto storico-politico e, soprattutto, la trasformazione sociale che ha portato all’affermazione di nuovi valori – con diverse gerarchie e prospettive di valutazione rispetto al passato, nuovi diritti ma anche nuovi doveri – hanno ridisegnato il ruolo della materia penale”, si legge nel comunicato, precisando che le esigenze di tutela “non possono mai oltrepassare la barriera del rispetto della dignità umana”.
Nel ricordare l’importanza di un sistema penale efficace ma rispettoso dei diritti fondamentali, interviene il Segretario di Stato per la Giustizia, Stefano Canti, che afferma: “Ricordare l’anniversario dell’entrata in vigore del Codice Penale è un invito a riflettere sull’evoluzione del nostro sistema. Il Codice Penale, pur nelle sue trasformazioni, ha plasmato la nostra giustizia, affrontando cambiamenti sociali, tecnologici e culturali. È dunque importante ricordare l’esistenza, nel nostro ordinamento, di questo Codice per garantire giustizia e tutela dei diritti.”
Nel suo intervento viene inoltre posto l’accento sull’importanza della certezza del diritto. “Parimenti si riconosce valore fondamentale all’elaborazione – quale attività strategica, stabile e continuativa – nonché alla pubblicazione del testo unico a valenza ricognitiva del Codice Penale, sul sito internet del Consiglio Grande e Generale, per rafforzare la certezza e la prevedibilità del diritto”, sottolinea il Segretario di Stato, richiamando il ruolo del Consiglio Grande e Generale nella diffusione e nell’accessibilità delle fonti normative.




