Un post pubblicato nel gruppo Facebook San Marino Risponde ha riportato al centro dell’attenzione pubblica una questione che, da tempo, attraversa il dibattito sulla sanità sammarinese: la difficoltà nel trattenere professionisti qualificati all’interno dell’Ospedale di Stato. A sollevare il tema è stato un cittadino, che ha condiviso una segnalazione personale e diretta, riferita alla possibile uscita del dottor Gianluca Camillieri, ortopedico conosciuto e apprezzato da molti pazienti.
Nel suo intervento, l’utente scrive: “Buonasera a tutti, mi è giunta voce più che sicura, che il Dott. Gianluca Camillieri ottimo ortopedico, qualificato e con tanta esperienza che ho avuto il piacere di conoscere personalmente perché suo paziente, molto probabilmente andrà via perché le condizioni contrattuali sono assolutamente incompatibili con la sua professionalità ed innovazione, uno degli ortopedici migliori che possiamo avere nel nostro ospedale.” Il cittadino chiarisce fin da subito l’intento del messaggio, precisando che “questo post non vuole colpire il personale dell’ospedale anzi, a loro posso solo che fare i complimenti, soprattutto al reparto di ortopedia, che conosco personalmente”, individuando invece nel modello organizzativo il nodo centrale del problema: “È il sistema che deve cambiare perché non è la prima volta che succede di perdere figure valide solo per risparmiare, non è questo il settore dove si deve risparmiare!!”
Alla discussione ha poi risposto direttamente il dottor Camillieri, con un intervento articolato e dettagliato, nel quale ricostruisce la propria posizione contrattuale e le difficoltà incontrate negli ultimi anni. “Come sapete, avevo un contratto da consulente per la chirurgia del ginocchio a 60 ore mensili per un lordo di 5000 euro al mese, circa 3990 euro netti”, spiega, aggiungendo che “ovviamente ho svolto quasi ogni mese molte ore in più, non retribuite, ma per cercare di smaltire la mia lista operatoria sempre più copiosa grazie alla vostra fiducia.”
Il medico racconta poi un rapporto complesso con l’istituzione, sottolineando come “ogni anno ho avuto, all’interno dell’ISS, difficoltà a rinnovare il contratto a fine anno perché era evidente che dessi fastidio, e direi do ancora fastidio, a qualcuno.” Fa riferimento a episodi già noti, affermando che “alcune vicende sono diventate pubbliche ed è inutile tornarci sopra.” Ricorda inoltre che “l’anno scorso il mio contratto è stato rinnovato per solo sei mesi e siamo arrivati al 28/12/24”, precisando che “se è stato rinnovato è stato grazie alla vostra solidarietà e proteste ed all’interessamento della politica.” In questo passaggio, Camillieri evidenzia come “i vari Direttori dell’epoca, escluso Sergio Rabini, unico sammarinese del CE che mi ha difeso fino all’ultimo pagandone anche le conseguenze, volevano mandarmi via.”
Nonostante le difficoltà, il medico ribadisce il proprio legame con la Repubblica e con l’ambiente di lavoro: “Ho sempre sperato di trovare una sistemazione più definitiva a San Marino e congrua per la mia professionalità, perché in Repubblica ci sto bene, il personale del reparto, ambulatorio e sala operatoria dell’ospedale è preparatissimo e delle gran belle persone sul piano umano.” A questo si aggiunge il rapporto con i colleghi, ricordando “i colleghi della mia ed altre specialità.”
Proprio in questa prospettiva, Camillieri spiega di aver accettato un cambiamento significativo del proprio inquadramento: “Ho accettato di rinunciare all’incarico di consulente per un contratto a tempo determinato che dovrebbe poi diventare a tempo indeterminato.” Un contratto che prevederebbe “30 ore settimanali per fare una seduta operatoria lunga in più a settimana anche per coprire la chirurgia della spalla e l’anca miniinvasiva.”
La proposta economica, tuttavia, viene descritta come non sostenibile: “Per tutto questo mi è stato offerto, il 23/12/2025, un contratto a 3700 euro lordi circa, 2800 netti circa.” Camillieri entra nel dettaglio delle spese personali, spiegando che “circa 1600 euro se ne vanno per affitto casa, vitto, treni, automobile, spese varie ecc.” e ricordando il proprio contesto familiare: “Ho 4 figli, un mutuo da pagare e altre spese, quindi capite bene la mia delusione.” La conclusione è netta: “Fare più del doppio delle ore mensili per prendere poco più della metà di prima… mi dispiace ma è uno sforzo economico che non posso sostenere malgrado l’attaccamento che ho per San Marino e per i progetti futuri.”




