Si sono concluse il 26 dicembre, nella Basilica di San Marino, le celebrazioni per la 40ª edizione del Concerto di Santo Stefano, con l’esibizione dell’Orchestra Camerata del Titano e del Coro Regionale dell’Emilia-Romagna. Un appuntamento che ha richiamato un pubblico numeroso, riempiendo la Basilica per un programma interamente dedicato alla musica sacra di Wolfgang Amadeus Mozart, scelto come filo conduttore di una proposta musicale volutamente distante dai repertori natalizi più consueti.
Come evidenziato nel comunicato, “Grande Concerto quello dell’Orchestra Camerata del Titano e del Coro Regionale dell’Emilia Romagna il 26 dicembre nella Basilica di San Marino a conclusione delle Celebrazioni per la 40^ edizione del Concerto di Santo Stefano”. Una scelta artistica precisa, che ha voluto ribadire l’identità della rassegna: “Il Concerto di Santo Stefano, se negli anni ha avuto ed ha un merito, è stato quello di pensare alla musica non come intrattenimento, bensì come un’occasione culturale per conoscere nuovi repertori ed apprezzare la meraviglia delle armoniose forme ideate dai grandi compositori”.
Le celebrazioni si erano aperte martedì 23 dicembre nella chiesa dei Padri Servi di Maria, riaperta appositamente per l’occasione, con un programma dedicato a Antonio Vivaldi. In quell’occasione, insieme all’Orchestra Camerata del Titano diretta dal maestro Augusto Ciavatta, si sono esibiti Agnese Contadini all’arpa, Federica Livi e Angelo Cicillini. Il comunicato sottolinea come “un concerto che ha registrato una grande affluenza di pubblico e quindi rinsaldato un rapporto fra Concerto di Santo Stefano e Chiesa dei Padri Servi di Maria che è iniziato nel lontano 1984”.
Il concerto del 26 dicembre, introdotto da Francesca Pallozzi Lavorante, si è aperto con la celebre Eine Kleine Nachtmusik, seguita dall’aria Regina Coeli kv 108, “Ora pro nobis”, interpretata dal soprano Federica Livi. Nella seconda parte, il Coro Regionale dell’Emilia-Romagna, diretto da Marco Cavazza, ha affiancato l’orchestra nell’esecuzione di Dixit Dominus, Laudate Pueri e Laudate Dominum dai Vespri kv 339. Il programma si è concluso con il Misericordias Domini kv 222, brano che Mozart dedicò a Padre Martini.
Nel comunicato trovano spazio anche le parole del direttore d’orchestra: “Un ringraziamento – dichiara il M° Ciavatta – a tutti i musicisti che ci hanno consentito di portare a termine questa nostra festa nonostante Coro e Orchestra decimati dall’influenza”. Una situazione descritta con precisione: “Una situazione particolare che si è manifestata con lo svenimento di un musicista solo dopo aver suonato l’ultima nota del Laudate Dominum. Per fortuna, solo un mancamento e tanta paura, ma per noi un simbolo di come molti musicisti svolgono la loro attività con professionalità e dedizione all’arte delle sette note”.
A fare il punto sul significato dell’edizione appena conclusa è anche il presidente della Camerata del Titano, Giuliano Giardi: “Siamo riusciti a condividere la nostra festa con coloro che amano la musica classica e questo ci sprona ad andare avanti sulla strada intrapresa già molti anni fa, anche perché è indubbio che la musica abbia effetti benefici sulla salute fisica e mentale dell’uomo”.
L’Associazione Musicale Camerata del Titano conferma così il proprio ruolo nel panorama culturale sammarinese. Il comunicato ricorda che il 2025 si chiude con oltre settanta concerti organizzati a San Marino e fuori territorio, mentre lo sguardo è già rivolto al futuro, con un nuovo calendario di iniziative che culminerà nella 41ª edizione del Concerto di Santo Stefano, in programma il 26 dicembre 2026.




