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San Marino stringe sul DASPO: nessuna tolleranza per la violenza attorno allo sport

Raffaele Marianella, colpito durante l’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia Basket. In una nota congiunta, le Segreterie di Stato per lo Sport, per la Giustizia e per gli Affari Interni esprimono «il più profondo cordoglio e la ferma condanna per l’assalto vile e barbaro», definendo l’accaduto «un episodio efferato […] costato la vita all’autista Raffaele Marianella». Un fatto che, si sottolinea, «travalica ogni confine di civiltà e sportività» e che richiede una risposta istituzionale chiara.

Nel comunicato si evidenzia come «la morte di un lavoratore innocente, colpito dalla furia cieca e criminale di sedicenti “tifosi”, impone un momento di riflessione istituzionale» sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione. La tutela della sicurezza pubblica e dell’incolumità personale viene indicata come priorità non negoziabile, con l’obiettivo di preservare il ruolo educativo e aggregativo dello sport.

A partire da queste considerazioni, il Governo annuncia l’intenzione di accelerare l’iter legislativo per l’introduzione del Divieto di Accedere alle Manifestazioni Sportive, misura già presente in altri ordinamenti e ora destinata a entrare anche nel sistema normativo sammarinese. Il provvedimento permetterà al Comandante della Gendarmeria di disporre il divieto di accesso a eventi sportivi e percorsi di transito nei confronti di persone denunciate per aver preso parte ad atti di violenza.

I Segretari di Stato Stefano Canti, Rossano Fabbri e Andrea Belluzzi dichiarano: «Siamo profondemente addolorati per l’assassinio di Raffaele Marianella. Non è concepibile che la passione sportiva possa tradursi in un atto di pura criminalità omicida. L’ennesimo tragico evento spinge anche noi ad agire senza esitazioni: è un fondamento etico e di sicurezza. La Repubblica di San Marino non tollererà che il clima di violenza […] possa attecchire qui. Per questo, l’introduzione della nuova norma […] diverrà presto realtà nel nostro ordinamento».